Fra i piccoli gioielli della nostra campagna vi è questa chiesetta, conosciuta dagli abitanti di Santhià e dintorni come “chiesa della Madonna Travata”.
Non si tratta però del suo nome originario.

Nella relazione per la visita pastorale del vescovo di Vercelli nella parrocchia di Santhià, avvenuta nel 1755, si accenna alla chiesa del Santissimo Nome di Maria, denominata  “della Trovata” (denominazione forse da collegarsi al canto dei trovatori religiosi, che spesso cantavano in onore di Maria Santissima).

Ma la chiesa è senz’altro molto più antica, visto che gli affreschi che decorano la parte laterale destra risalgono al XV secolo. Essi si possono storicamente accostare a quelli un tempo esistenti nella chiesa di San Paolo della Burcina, poi collocati nel coro della chiesa antica del Santuario di Oropa. Pare infatti che intorno al 1440 la parrocchia di Santhià fosse retta da un parroco biellese (Simone Pietro), che potrebbe aver commissionato il lavoro allo stesso pittore biellese che realizzò i citati lavori. Non si sa però se la chiesa esistesse già in tempi precedenti.

Apertura per occasioni particolari, per la recita del rosario durante il mese di maggio e in estate per la celebrazione di una messa serale con cadenza mensile.

Itinerari Cammino delle sette chiese