Nei primi mesi dell’anno le vie della nostra città sono percorse
dalla magia del Carnevale Storico.

Una tradizione tanto antica quanto vitale, che saprà trasportarvi in un mondo coloratissimo e fantastico, in cui un giovane ragazzo e la sua promessa sposa possono essere per tre giorni i padroni della città, in cui l’arte dei carri e delle maschere rappresenta con ironia le bellezze e i mali della società, in cui, per una volta all’anno, più di ventimila porzioni di fagioli sono cucinate in piazza secondo un’antichissima ricetta.

Il Carnevale di Santhià è uno dei più importanti del Piemonte  ed è certamente il più antico (i primi documenti che lo menzionano risalgono alla prima metà del XIV secolo).

Esso trae origine dalla “rivincita” del popolo delle campagne nei confronti delle più o meno opprimenti autorità cittadine e dalla sconfitta della “schiavitù della fame”, piaga che ha caratterizzato per secoli ampi strati del mondo rurale. Di quest’ultima vittoria, seppur modificata e corretta nel corso del tempo, resta ancor oggi il vivo ricordo nella tradizionale Fagiolata, che altro non è se non una grande distribuzione gratuita di cibo per tutti.

Questi sono dunque gli ingredienti per giustificare una grande festa popolare, com’è appunto il Carnevale, ai quali si è aggiunto, nel corso degli anni, un desiderio di trasgressione nei confronti del potere e delle consuetudini vigenti.

Il momento più tradizionale e atteso dalla popolazione è la Colossale Fagiuolata del Lunedì grasso (che è ritenuta la più grande d’Italia), insieme alle grandi e spettacolari sfilate “di gala” con carri allegorici, gruppi mascherati e bande: due diurne, domenica e martedì grasso al pomeriggio, e una notturna, il lunedì sera.

Tra le diverse manifestazioni che si svolgono a Santhià durante il periodo del Carnevale, la più caratteristica è la “colossale fagiolata” del lunedì grasso.

Si tratta di un grande pranzo a base di fagioli e salame, offerto ogni anno all’intera popolazione (e ai numerosi “forestieri”) dalla Società Fagiuolesca, un’antica compagnia a cui è affidata da secoli l’organizzazione della festa.

Il sabato precedente, gli organizzatori provvedono alla preparazione dei 150 paioli di rame (“caudere”) nei quali verranno cotti i fagioli.

La domenica le grandi pentole vengono riempite di acqua per l’ammollo dei legumi e, finalmente, alle cinque del mattino del lunedì, una rappresentanza del Corpo dei Pifferi e Tamburi dà la sveglia alla popolazione e, soprattutto, ai quaranta cuochi che dovranno controllare la cottura dei fagioli.

A mezzogiorno inizia la distribuzione gratuita delle 20.000 porzioni a residenti e ospiti e un esercito di trecento camerieri cerca di accontentare un po’ tutti, distribuendo 2 q di pane, 10 q di salame e 20 q di fagioli, che con una perfetta organizzazione vengono serviti in meno di venti minuti. La distribuzione è allietata da musiche e danze e “sacralizzata” dalla benedizione impartita dal Parroco.

Tra i pranzi rituali offerti alla popolazione nel periodo di Carnevale, quello di Santhià è considerato uno dei più grandiosi e spettacolari. Non a caso la fagiolata santhiatese – come si è detto – viene considerata la più grande d’Italia.

Volete saperne di più ed essere aggiornati sul programma completo della manifestazione?

Ecco tutti i link che fanno al caso vostro!

logo CarnevaleSito ufficiale del Carnevale Storico di Santhià 

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